Ci saranno pure le borse crollate, Londra che brucia, il calcio mercato e il traffico da bollino rosso... ma mi domando come sia possibile che proprio non si parli e non si scriva dei 29.000 (stima ONU) bambini morti per malnutrizione in 3 mesi in Somalia.
Ventinovemila è un numero agghiacciante, che per altro è destinato a crescere perchè la carestia si sta estendendo.
Non ha senso dare un ordine di importanza alle tragedia, ma questa mi sembra così enorme da meritare, come minimo, una diffusa consapevolezza.
Per saperne di più:
http://bit.ly/qQSkhN
http://bit.ly/oL2R1m
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martedì 9 agosto 2011
martedì 7 settembre 2010
Conservare o donare il cordone ombelicale
Come integrazione di un post di qualche settimana fa sul corretto uso del cordone ombelicale, pubblico la videochat del corriere.it tenuta dal bravissimo giornalista (e medico) Luigi Ripamonti che intervista due specialisti del settore uno a favore della donazione l'altro a favore della conservazione autologa.
mercoledì 1 settembre 2010
Del troppo amore delle mamme
Giorni fa parlando con un'amica concordavamo sul fatto che anche per l'educazione dei bambini imperano le mode. Più o meno ogni 5 anni cambiano o ritornano le teorie sull'alimentazione, sullo svezzamento, sul sonno, sul linguaggio.
Non so da cosa dipenda, forse dai messaggi lanciati da pediatri e psicologi a la page in un dato momento storico, oppure dal modello diffuso da genitori trend-setter, fatto sta che ciclicamente scompaiono e rifioriscono modelli educativi.
Ho fatto la mia personale ricerca online e ho trovato qualcosa di interessante sull'evoluzione delle teorie sui bambini, mi soffermerò su quella del dottor James B. Watson autore del libro "Pshycological Care of Infant and Child" edito nel 1928.
Nel capitolo "troppe amore materno" il Watson scrive quanto segue:
"Trattate i bambini come fossero piccoli adulti.
Mai baciarli o abbracciarli o farli sedere sulle vostre ginocchia. Se proprio dovete baciateli una volta sola sulla fronte all'ora della buona notte.
Date loro una stretta di mano alla mattina.
Concedete loro una pacca sulle spalle se portano a termine perfettamente un compito molto complesso.
Provateci per una settimana e rimarrete colpite nel comprendere quanto avete gestito i vostri bambini in maniera esageratamente sentimentale"
Segue scansione della pagina del libro per coloro i quali volessero leggere le dotte parole in lingua originale.
Le mie figlie sono nate in momento storico orribile, ma almeno sono scampate alle teorie del dottor Watson...
giovedì 15 luglio 2010
Cordone ombelicale e cellule staminali
Per la nascita di entrambe le babies la iMamma ed io ci siamo trovati di fronte al dubbio sul prelievo delle cellule staminali dal cordone ombelicale al momento della nascita.
E' un momento delicato perchè occorre prendere delle decisioni sulla base di informazioni scarse e spesso contraddittorie. Intanto bisogna capire se fare o meno questo prelievo, poi decidere se donare le cellule a una"banca pubblica" (cioè la donazione allogenica) o appoggiandosi a istituti privati per conservare le cellule del proprio bambino (conservazione autologa)che però non posso basarsi sul territorio italiano ma risiedono in paesi come San Marino o la Svizzera per un costo che generalmente è intorno ai 3.000€
Nessuno dei medici che abbiamo interpellato ci ha dato delle spiegazioni chiare men che meno ci hanno consigliato in un modo o nell'altro. D'altra parte esiste pochissima letteratura. Diventa quindi estremamente complicato riuscire a rispondere a domande come:
- meglio donare il cordone o conservarlo ad uso esclusivo?
- gli istituti privati che lo conservano sono affidabili?
- quali sono le evidenze scientifiche riguardo alle probabilità di riutilizzo del proprio cordone?
Per chiarirsi un po' le idee ho pensato potesse essere utile condividere questo bel documentario di Vangard trasmesso poco tempo fa da Current TV dal titolo "Emergenza Cordone Ombelicale".
Una delle poche evidenze è che è bene porsi la domanda di cosa fare e informarsi perchè in Italia oltre l'80% dei cordoni ombelicali vengono buttati precludendo possibili cure per se stessi o per gli altri.
lunedì 7 giugno 2010
No al taglio dei consultori pediatrici di Milano
Siamo sempre pronti a lamentarci del Pubblico, di quanto funzionino male i servizi, di come si riceva poca assistenza soprattutto in fatto di salute. Dovremmo, però, essere altrettanto reattivi a difendere le cose che realmente funzionano.
In occasione della nascita della prima Baby la iMamma ha scoperto un consultorio (ovviamente pubblico) dove abbiamo fatto vaccinare la piccola in un clima di eccellente professionalità ed efficienza. Sempre nelle stesso consultorio vengono organizzati momenti di sostegno per le neo-mamme, corsi di massaggio per i neonati e vengono dispensati con generosità consigli e rassicurazioni.
Adesso, in seguito al "programma di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari per la famiglia" molti di questi consultori verranno chiusi riducendo i servizi sul territorio e rendendo più congestionati quei consultori che rimarranno aperti.
Si parla tanto di sostegno alla famiglia, ma in questo modo la colpisce in uno dei momenti più delicati e ciò in corrispondenza dell'arrivo di un neonato.
Per questo cari Babbi e Mamme milanesi sarebbe il caso di firmare la petizione contro il taglio dei consultori pediatrici, trovata il link alla petizione online qui sotto.
mercoledì 17 febbraio 2010
Bambini e alimentazione: i danni del cibo spazzatura
Ho da poco scritto un post nel quale esprimevo lo scoramento per le sorti del nostro Paese e la scarsa serenità nel farci nascere e crescere dei figli, ma nel prendere atto dello sfacelo in corso devo anche considerare alcuni dei lati positivi del vivere in Italia.
Senza essere particolarmente originale citerò l'alimentazione, la cultura del cibo che permette - o per lo meno ha permesso - di crescere bambini sani, di non avere l'obesità come piaga diffusa con impatti devastanti sul sistema sanitario e sul tessuto scociale.
Altrove non è così e faremmo bene a renderci conto quanto importane sia il nostro patrimonio di cultura e tradizoni legati alla qualità nel mangiare.
Vi invito a guardare il video, tratto dalle conferenze di TED, in cui Jamie Oliver racconta la drammatica (e non c'è enfasi in questo aggettivo) situazione relativa all'obesità, soprattutto a quella infantile.
Per chi non volesse vedere il video (ne vale la pena, davvero!) provo a riportare alcuni punti che mi hanno davvero impressionato:
Alla luce di queste considerazione mi viene in mente un'altra delle tante cose per le quali devo ringraziare ogni mattina la iMamma che cucina in continuazione e a qualsiasi ora (pur lavorando), che prepara ogni giorno pappe fresche e diverse alla Baby, che non cede agli omogeneizzati e che fa mangiare le verdure a quel testone di suo marito.
Senza essere particolarmente originale citerò l'alimentazione, la cultura del cibo che permette - o per lo meno ha permesso - di crescere bambini sani, di non avere l'obesità come piaga diffusa con impatti devastanti sul sistema sanitario e sul tessuto scociale.
Altrove non è così e faremmo bene a renderci conto quanto importane sia il nostro patrimonio di cultura e tradizoni legati alla qualità nel mangiare.
Vi invito a guardare il video, tratto dalle conferenze di TED, in cui Jamie Oliver racconta la drammatica (e non c'è enfasi in questo aggettivo) situazione relativa all'obesità, soprattutto a quella infantile.
Per chi non volesse vedere il video (ne vale la pena, davvero!) provo a riportare alcuni punti che mi hanno davvero impressionato:
- l'aspettativa di vita dei bambin americani oggi è di 10 anni inferiore a quella dei loro genitori a causa del cibo
- l'obesità costa al sistema sanitario 150 miliardi di $. Tale spesa è destinata a raddoppiare in 3 anni.
- nei menu delle scuole le patatine fritte sono considerate verdure
- molti mabini in USA e in UK non consocono neanche i nomi di molte verdure. Guardano una melanzana e pensano sia una pera. Chiamano patate i pomodori.
- in tantissime scuole americane non si usano le coltelli e forchette. Così faceno si crea una sorta di educazione al concetto di fast food
- nelle famiglie americane non si cucina, si manga junk food sempre.
- 4 fra le prime 6 cause di mortalità negli USA sono correlate all'alimentazione
Alla luce di queste considerazione mi viene in mente un'altra delle tante cose per le quali devo ringraziare ogni mattina la iMamma che cucina in continuazione e a qualsiasi ora (pur lavorando), che prepara ogni giorno pappe fresche e diverse alla Baby, che non cede agli omogeneizzati e che fa mangiare le verdure a quel testone di suo marito.
martedì 9 febbraio 2010
Quando iniziano a parlare i bambini?
Ho inziato a farmi domande del tipo:Quante parole dice la Baby?
Riesce a mettere insieme 2 parole?
Chi le sta intorno capisce cosa vuole dire?
Capisce quello che le dico?
Non che sia particolarmente preoccupato, ma credo che a quasi 18 mesi sia necessario fare un punto della situazione, capire a che punto siamo ed eventualmente intervenire.
Il problema è capire se esistono degli standard per determinare se lo sviluppo orale è in linea con una data età o meno.
Il New York Times ha recentemente un articolo su questo tema segnalando il sito della American Speech-Language-Hearing Association perchè fornisce una sorta di guida con le varie tappe che i bambini dovrebbero rispettare nei primi 3 anni di vita. Questi i range osservati: 0 -1 anno; 1 -2 anni; 2 -3 anni; 3 -4 anni; 4 -5 anni.
Per esempio i bambini fra i 12 e 24 mesi dovrebbero saper:
indicare una parte del corpo se viene loro indicata
eseguire semplici comandi ("dai una bacio alla mamma", "portami la palla", "dove la tua scarpina?")
Ascoltare semplici storielle e canzoni
Indicare un'immagine su un libro quando nominata
Dire nuove parole ogni mese
Comporre domande di due parole
mettere insieme due parole ("ancora biscotti")
Bisogna fare attenzione a questi indicatori ma è importantissimo evitare di spuntare questo elenco e apsettarsi che ogni punto venga rispettato: si tratta di indicazioni che rappresentano in media ciò che fa la maggior parte dei bambini di una certa età. Alcuni bambini saranno più avanti in alcune categorie e più lenti in altre. E' ben specificato sul sito che il fatto che vostro figlio non abbia completato l'elenco non vuiol dire che abbia dei problemi. Il campanello d'allarme potrebbe suonare se il piccolo non fa nessuna delle cose elencate trovandosi pur essendo al limite massimo del range di età (in questo caso 24 mesi).
Vengono anche forniti consigli (per lo più di buon senso) per aiutare i bambini a sviluppare le loro capacità.
In estrema sintesi si invita a concentrarsi prima che sulla parola sull'udito dei vostri gigli. In seconda battuta le raccomandazioni sono quelle di parlare e leggere loro e ascoltarli, sempre.
lunedì 14 dicembre 2009
Basta con la sculacciata
Più le cose sono semplici, evidenti, chiare e giuste e più sembra difficile farle comprendere e condividere.Un esempio su tutti: il non utilizzo della violenza sta alla base della convivenza civile. Tutti lo sappiamo e quasi tutti ci atteniamo a questa sacrosanta norma.
Sappiamo bene che anche se qualcuno provoca la nostra collera non possiamo dargli un ceffone nè possiamo dare una pedata nel sedere a chi esibisce una straordinaria maleducazione.
Ma, c'è una eccezione: quando si parla di bambini è evidente come esista ancora il precocetto secondo il quale una sculacciata, una scapellotto o una sberla siano uno dei tanti metodi educativi praticabili. L'indecenza di picchiare, anche in modo leggero, i bambini è ad oggi tollerata sia culturalmente sia dalle leggi.
Secondo alcune ricerche, un bambino su tre avrebbe avuto almeno una sculacciata e 87% dei genitori sarebbe favorevole perché "ogni tanto ci vuole".
Io credo si tratti di una bestialità e di un non-senso.
In Italia ci si riempie la bocca con il concetto di Famiglia, ma in concreto non ho mai sentito parlare di proposte di legge per vietare qualsiasi atto violento contro i bambini. E per atto violento intendo anche la sculacciata.
Tenete presente che, per esempio, in Svezia e in Germania le pene corporali sui bambini sono vietate della legge fin dagli anni Ottanta.
Edwige Antier è una parlamentare francese (anche pediatra e autrice di libri sui bambini) che si sta battendo per far passare una legge anti-sculacciatadi proponendo di creare un nuovo reato nel codice civile.
Anche in sede europea si stanno muovendo in questo senso infatti il Consiglio d'Europa aveva invitato tutti gli stati membri ad adottare leggi simili per proibire "schiaffi, sculacciate, pizzichi e altre punizioni corporali sui bambini".
"I bambini vanno rispettati come tutti gli individui: non sono delle mini-persone, con dei mini-diritti" aveva allora detto Maud de Boer-Buquicchio, vice-segretario dell'organismo europeo, che aveva finanziato una campagna di sensibilizzazione dal titolo "Alza le mani contro la sculacciata!".
mercoledì 18 novembre 2009
Psicofarmaci ai bambini e sindrome ADHD
Ho visto un documentario della serie Vanguard su Current TV (lo potete vedere integralmente al fondo del post) che tratta il tema degli psicofarmaci somministrati ai bambini, ritenuti, iperattivi perchè colpiti dalla sindrome ADHD (Sindrome da Deficit di Attenzione e da Iperattività).
Devo dire che quanto emerso dal documentario mi ha fatto una certa impressione, sia per il fenomeno dell'iperattività infantile in sè sia per il delicato tema di come curarla.
Alcuni dati che sono riuscito ad appuntarmi durante la visione che danno un'idea dell'entità del problema:
- nell'ultimo anno negli USA sono state scritte 20 milioni di ricette per psicofarmaci da dare a bambini, cioè il 10% della popolazione infantile
- 11 milioni sono i bambini che hanno assunto tali farmaci.
- 2,1 miliardi $ è il giro d’affari per la vendita di psicofarmaci stimolanti per bambini nei soli Stati Uniti
- in Italia i bambini curati con psicofarmaci sono circa 15.000
- in lombardia i bambini colpiti da ADHD sono 24.000
- l’Italia è il 5° mercato farmaceutico al mondo per fatturato delle multinazionali produttrici (fonte:Nomisma)
Vista la vastità del fenomeno, l'indagine di Vanguard cerca di capire le differenze fra la strada farmacologica e quella pedagocica, intervistando esperti e genitori.
Come sempre le posizioni sono diverse, c'è chi sostiene che i farmaci siano necessari, chi dice che siano estremaente nocivi, chi sostiene che la strada vincente sia adottare un mix dei due approcci.
Alcuni passaggi mi hanno fatto molta impressione:
spesso viene diagnosticata la sindrome ADHD a bambini semplicemente vivaci che rischiano di doversi sottoporre a terapie basate su psicofarmaci
gli psicofarmaci in questione hanno effetti collaterali pesanti: creazione di dipendenza, elevata tossicità, danni epatici, alterazioni sensoriali. Il 25% dei giovani pazienti italiani ha dimostrato dipendenza come riportato dall'ufficio studi Glaxo.
la pressione delle case farmaceutiche per esaltare oltre misura la sindrome ADHD al fine di allargare il numero di potenziali "clienti". Famigerato il caso di corruzione negli Stati Uniti legato al farmaco Ritalin della Novartis al fine di far passare sotto silenzio gli effetti nocivi del farmaco.

Ma l'affermazione che più di tutte mi ha inquietato è la seguente: "La Food and Drug Administration (FDA), non ha mai approvato la somministrazione di stimolanti per la fascia sotto i sei anni, eppure il Ritalin viene somministrato ora anche ai lattanti."
Per saperne di più:
www.minori.it
Associazione itlaiana famiglia ADHD
Comitato Giù le Mani dai Bambini
Per i milanesi vale la pena di diffondere l'esistenza del Centro per il trattamento di iperattività infantile Giamburrasca.
Vi invito a leggere l'interessante commento di Michele che invece è a favore, sulla base della sua esperienza diretta, del trattamento farmalogico.
Di seguito potete vedere l'intera inchiesta di Vanguard
Devo dire che quanto emerso dal documentario mi ha fatto una certa impressione, sia per il fenomeno dell'iperattività infantile in sè sia per il delicato tema di come curarla.
Alcuni dati che sono riuscito ad appuntarmi durante la visione che danno un'idea dell'entità del problema:
- nell'ultimo anno negli USA sono state scritte 20 milioni di ricette per psicofarmaci da dare a bambini, cioè il 10% della popolazione infantile
- 11 milioni sono i bambini che hanno assunto tali farmaci.
- 2,1 miliardi $ è il giro d’affari per la vendita di psicofarmaci stimolanti per bambini nei soli Stati Uniti
- in Italia i bambini curati con psicofarmaci sono circa 15.000
- in lombardia i bambini colpiti da ADHD sono 24.000
- l’Italia è il 5° mercato farmaceutico al mondo per fatturato delle multinazionali produttrici (fonte:Nomisma)
Vista la vastità del fenomeno, l'indagine di Vanguard cerca di capire le differenze fra la strada farmacologica e quella pedagocica, intervistando esperti e genitori.
Come sempre le posizioni sono diverse, c'è chi sostiene che i farmaci siano necessari, chi dice che siano estremaente nocivi, chi sostiene che la strada vincente sia adottare un mix dei due approcci.
Alcuni passaggi mi hanno fatto molta impressione:
spesso viene diagnosticata la sindrome ADHD a bambini semplicemente vivaci che rischiano di doversi sottoporre a terapie basate su psicofarmaci
gli psicofarmaci in questione hanno effetti collaterali pesanti: creazione di dipendenza, elevata tossicità, danni epatici, alterazioni sensoriali. Il 25% dei giovani pazienti italiani ha dimostrato dipendenza come riportato dall'ufficio studi Glaxo.
la pressione delle case farmaceutiche per esaltare oltre misura la sindrome ADHD al fine di allargare il numero di potenziali "clienti". Famigerato il caso di corruzione negli Stati Uniti legato al farmaco Ritalin della Novartis al fine di far passare sotto silenzio gli effetti nocivi del farmaco.

Ma l'affermazione che più di tutte mi ha inquietato è la seguente: "La Food and Drug Administration (FDA), non ha mai approvato la somministrazione di stimolanti per la fascia sotto i sei anni, eppure il Ritalin viene somministrato ora anche ai lattanti."
Per saperne di più:
www.minori.it
Associazione itlaiana famiglia ADHD
Comitato Giù le Mani dai Bambini
Per i milanesi vale la pena di diffondere l'esistenza del Centro per il trattamento di iperattività infantile Giamburrasca.
Vi invito a leggere l'interessante commento di Michele che invece è a favore, sulla base della sua esperienza diretta, del trattamento farmalogico.
Di seguito potete vedere l'intera inchiesta di Vanguard
lunedì 9 novembre 2009
Neonati e dialetto
Avrete senz'altro letto la notizia sulla ricerca dell'università di Würzburg secondo la quale i futuri bambini assimilano l'intonazione della voce della mamma già nel terzo trimestre di gravidanza per riuscire poi a imitarla con i vagiti appena nati.
Per chi fosse curioso e volesse interpretare il pianto della Baby, raccomando di studiare bene questo video:
Per chi fosse curioso e volesse interpretare il pianto della Baby, raccomando di studiare bene questo video:
martedì 3 novembre 2009
Influenza A e bambini
Non so a voi, ma a me questo tormentone sull'influenza A ha stancato. E lo dico da ipocondriaco radicale sempre alle ricerca di notizie sulla sallute.
E' un impazzimento di statistiche, cifre, morti, casi alla fine del quale uno non ha uno straccio di informazione utile e al contempo vede crescere la sua preoccupazione.

In mezzo a questo delirio informativo mi piace segnalare questo articolo del corriere.it che fissa pochi e specifici punti in modo chiaro e semplice. Vengono illustrate 7 regole basilari da seguire in caso di bambini con influenza di qualsiasi tipo.
Troverete risposte comprensibili a domande come:
Come comportarsi quando i bambini si ammalano?
Una mamma ammalata può continuare ad allattare al seno?
E se invece si ammala il neonato, è utile allattare al seno?
Da che momento un malato viene considerato contagioso?
Quali fasce di età vaccinare?
C’è il rischio di effetti collaterali?
Ottimo esempio di come l'informazione, ogni tanto, sia un servizio e non solo più uno show.
Importante aggiornamento:
Lenny e VmnP consigliano di consultare il sito dell'Associazione Italiana Pediatri: www.uppa.it, ricco di approfondimenti sia su sull'influenza A, sia su tanti altri tempi di forte interesse.
Grazie!
E' un impazzimento di statistiche, cifre, morti, casi alla fine del quale uno non ha uno straccio di informazione utile e al contempo vede crescere la sua preoccupazione.

In mezzo a questo delirio informativo mi piace segnalare questo articolo del corriere.it che fissa pochi e specifici punti in modo chiaro e semplice. Vengono illustrate 7 regole basilari da seguire in caso di bambini con influenza di qualsiasi tipo.
Troverete risposte comprensibili a domande come:
Come comportarsi quando i bambini si ammalano?
Una mamma ammalata può continuare ad allattare al seno?
E se invece si ammala il neonato, è utile allattare al seno?
Da che momento un malato viene considerato contagioso?
Quali fasce di età vaccinare?
C’è il rischio di effetti collaterali?
Ottimo esempio di come l'informazione, ogni tanto, sia un servizio e non solo più uno show.
Importante aggiornamento:
Lenny e VmnP consigliano di consultare il sito dell'Associazione Italiana Pediatri: www.uppa.it, ricco di approfondimenti sia su sull'influenza A, sia su tanti altri tempi di forte interesse.
Grazie!
martedì 29 settembre 2009
Bambini e sport
Leggo sulla prima pagina del Corriere della Sera un bell'articolo che denuncia la totale privazione di attività motorie alla quale vengono sottoposti, oggi, i bambini.
In sintesi: non escono di casa e se escono vengono legati al passeggino fino all'età di 6 anni con la conseguenza che non corrono, non camminano e si impigriscono.
Le ragioni? I genitori hanno fretta e per fare tute le commissioni non possono aspettare i piccoli e lenti passi dei figli, le città (nella fattispecie Milano) non sono baby-friendly e le "paure" sono troppe: suderà? cadrà? si perderà?
Gli americani, che ci vedono lungo e come ci piace dire sono "almeno 5 anni avanti", stanno già lavorando per risolvere a modo loro questa piaga. Hanno capito, infatti, che i bambini non fanno moto per mancanza di spazio e di tempo. Più o meno le stesse ragioni per cui gli adulti non fanno sport. Fatta questa premessa, il link con la geniale idea è veloce: se i genitori si tengono in forma con le palestre e gli attrezzi da fitness i figli potrebbero fare lo stesso.
Alcuni esempi:
gironzolare per la città in biciletta è troppo pericoloso? Mancano giardini pubblici e piste ciclabili? Mamma e Papà non hanno tempo di portare i filgi in campagna per pedalare all'aria aperta?
Nessun problema, c'è la cyclette!
Far correre i bambini è pericoloso perchè potrebbero finire sotto una macchina? Inciampando potrebbero bucare il golfino di cachmere?
Tranquilli, hanno risolto anche questo problema con 2 pratici macchinari:
il tapirulan (che i produttori definiscono così "strumento che offre un buon allenamento cardio e un sicuro sviluppo dei muscoli")

... e lo step

Poveracci 'sti bambini...
In sintesi: non escono di casa e se escono vengono legati al passeggino fino all'età di 6 anni con la conseguenza che non corrono, non camminano e si impigriscono.
Le ragioni? I genitori hanno fretta e per fare tute le commissioni non possono aspettare i piccoli e lenti passi dei figli, le città (nella fattispecie Milano) non sono baby-friendly e le "paure" sono troppe: suderà? cadrà? si perderà?
Alcuni esempi:
gironzolare per la città in biciletta è troppo pericoloso? Mancano giardini pubblici e piste ciclabili? Mamma e Papà non hanno tempo di portare i filgi in campagna per pedalare all'aria aperta?
Nessun problema, c'è la cyclette!
Far correre i bambini è pericoloso perchè potrebbero finire sotto una macchina? Inciampando potrebbero bucare il golfino di cachmere?
Tranquilli, hanno risolto anche questo problema con 2 pratici macchinari:
il tapirulan (che i produttori definiscono così "strumento che offre un buon allenamento cardio e un sicuro sviluppo dei muscoli")
... e lo step
Poveracci 'sti bambini...
lunedì 7 settembre 2009
Allattamento paterno
Tempo fa nelle istruzioni della settimana riportavo una vignetta ironica che ricorda ai padri tutto-fare che proprio non possono allattare.
Forse mi sbagliavo.
In Svezia c'è un uomo, Ragnar Bengtsson, di 26 anni che afferma di poter essere in grado di allattare; gli bastano solo 3-4 mesi di preparazione et voilà. L'esperimento consiste nella stimolazione - mediante pompetta - del seno per 3 ore al giorno.
Bengtsson afferma di non essere interessato ad assumere alcuna forma di aiuto ormonale o chimico.
La scienza ufficiale, nei panni della professoressa di endocrinologia Sigbritt Werner, dice che è probabile che il nostro eroe riesca nell'intento.
Per chi ne volesse sapere di più il giornale online "The Local, Sweden's news in english" approfondisce il tema.

PS: giusto per fugare ogni dubbio sappiate che potrò anche pulire 3 cacche in un giorno ma non allatterò mai!
Forse mi sbagliavo.
In Svezia c'è un uomo, Ragnar Bengtsson, di 26 anni che afferma di poter essere in grado di allattare; gli bastano solo 3-4 mesi di preparazione et voilà. L'esperimento consiste nella stimolazione - mediante pompetta - del seno per 3 ore al giorno.
Bengtsson afferma di non essere interessato ad assumere alcuna forma di aiuto ormonale o chimico.
La scienza ufficiale, nei panni della professoressa di endocrinologia Sigbritt Werner, dice che è probabile che il nostro eroe riesca nell'intento.
Per chi ne volesse sapere di più il giornale online "The Local, Sweden's news in english" approfondisce il tema.

PS: giusto per fugare ogni dubbio sappiate che potrò anche pulire 3 cacche in un giorno ma non allatterò mai!
mercoledì 19 agosto 2009
5 cose pericolose da lasciare fare ai vostri figli
Sono un padre ansioso, mi preoccupano molto gli spigoli, le cose che la baby si potrebbe mettere in bocca, i gradini, ecc, ecc.
Fortunatamente, però, sono consapevole delle mie ansie e cosciente del fatto di non rendere me e mia figlia schiavi di paure più o meno fondate.
In quel meraviglioso sito che è TED ho trovato questo speech che spiega perchè e come sia importante far prendere dimestichezza ai bambini delle cose pericolose in modo che questi le sappiano gestire e non subire. Si parla di far giocare i bimbi con il fuoco, di permettergli di possedere un coltellino svizzero, di lanciare oggetti e perfino di capire quando e perchè si possa "violare" una regola o una legge.
Istruttivo e divertente, buona visione
NB: per chi non conoscesse le conferenze di TED è utile sapere che tutte hanno i sottotitoli. Quindi se avete problemi con l'inglese potete attivare i sottotitoli in diverse lingue per fruire al meglio dei contenuti.
Fortunatamente, però, sono consapevole delle mie ansie e cosciente del fatto di non rendere me e mia figlia schiavi di paure più o meno fondate.
In quel meraviglioso sito che è TED ho trovato questo speech che spiega perchè e come sia importante far prendere dimestichezza ai bambini delle cose pericolose in modo che questi le sappiano gestire e non subire. Si parla di far giocare i bimbi con il fuoco, di permettergli di possedere un coltellino svizzero, di lanciare oggetti e perfino di capire quando e perchè si possa "violare" una regola o una legge.
Istruttivo e divertente, buona visione
NB: per chi non conoscesse le conferenze di TED è utile sapere che tutte hanno i sottotitoli. Quindi se avete problemi con l'inglese potete attivare i sottotitoli in diverse lingue per fruire al meglio dei contenuti.
giovedì 2 luglio 2009
Bambini e videogiochi
Sono il primo a difendere la tecnologia e a dire che non vada vista come una minaccia per i bambini. Normalmente.
I videogiochi sono fra i pochi intrattenimenti tecnologici che butterei seranamente dalla torre perchè sono convinto che tolgano molto - in termini di fantasia, creatività, educazione - e non diano proprio nulla.
Il video che segue è parte di uno studio chiamato "The Immersion Project" che valuta gli impatti della esposizione ai videogiochi e mostra lo stato ipnotico in cui cadono questi bambini.
Guardatelo tutto, inizialmente mi ha fatto sorridere poi mi ha decisamente impressionato.
I videogiochi sono fra i pochi intrattenimenti tecnologici che butterei seranamente dalla torre perchè sono convinto che tolgano molto - in termini di fantasia, creatività, educazione - e non diano proprio nulla.
Il video che segue è parte di uno studio chiamato "The Immersion Project" che valuta gli impatti della esposizione ai videogiochi e mostra lo stato ipnotico in cui cadono questi bambini.
Guardatelo tutto, inizialmente mi ha fatto sorridere poi mi ha decisamente impressionato.
mercoledì 8 aprile 2009
Acquaticità per neonati
La iMamma ed io siamo convinti che sarebbe una gran bella cosa far fare alla Baby un corso di acquaticità per neonati.
Ho trovato un bellissimo video che racconta di uno di questi corsi: bello davvero.
Ho trovato un bellissimo video che racconta di uno di questi corsi: bello davvero.
domenica 8 febbraio 2009
Sole, vitamina D e neonati
Leggo con piacere di uno studio della Bristol University che dimostra come i bimbi nati a fine estate o a inizio autunno sino più alti e più forti rispetto a quelli nati in altre stagioni.
La ragione sarebbe da imputarsi al sole, al quale le mamme in gravidanza sono esposte durante l'estate, aiuterebbe la produzione della vitamina D a beneficio di mamma e feto.
La Babby è nata proprio a metà settembre, dunque auguriamoci che i ricercatori inglesi abbiano ragione.
Ma in ogni caso, viva l'estate, viva il sole e viva i pancioni!
mercoledì 28 gennaio 2009
Neonati e musica
Con piacere leggo dell'ennesima riprova che la musica viene percepita e gradita dai neonati.A confermarlo uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, nel quale si dimostra come i bebè seguano il ritmo e addirittura siano in grado di anticipare le note.
La ricerca ribalta la precedente convinzione secondo cui i bambini imparassero la comprensione della musica osservando gli adulti. Sembra, invece, che la sensibilità al ritmo sia una qualità innata già compresa nel nostro "pacchetto software" base.
Forte di queste informazioni non posso fare altro che continuare a selezionare musiche per la mia Baby.
sabato 24 gennaio 2009
Il riflesso di Moro
So già che quando la Baby smetterà il suo stato di Bebè sentirò la mancanza di alcune sue espressioni che trovo di una magnifica e commovente comicità.Per esempio tutte le volte che la nanetta sente un rumore sconosciuto o più forte del solito spalanca le braccia più che può e con esse divarica le ditine.
Raccontando alla iMamma il mio stupore nel vedere questa reazione ho subito ottenuto una rassicurante spiegazione sul fenomeno.
Si tratta di uno dei riflessi neonatali chamato riflesso di Moro (dal nome del pediatra austriaco Ernst Moro che già negli anni Venti studiò questo comportamento). Alla nascita è uno degli indicatori di buona salute neurologica. Generalmente, dopo la sesta settimana, con l'avanzare della crescita del neonato, questo riflesso perde gradualmente di intensità per scomparire entro il sesto mese di vita.
Tale riflesso è causato da un rumore forte o dalla sensazione di cadere. Si pensa che il riflesso di Moro sia l'unica espressione innata di paura dei neonati.
lunedì 12 gennaio 2009
Anestesia epidurale
Mi ha fatto molto piacere imbattermi in questo articolo che cita uno studio inglese il quale dimostra la sicurezza dell'anestesia epidurale.Dopo aver assistito al parto e al travaglio della iMamma ho rafforzato la convinzione che voler partorire nel dolore sia una forzatura anacronistica.
Fra l'altro la nostra ostetrica ci spiegò che l'epidurale non solo riduce il dolore ma crea anche le condizioni per facilitare la dilatazione e quindi accorciare sensibilmente i tempi del travaglio.
Come ho scritto qualche post fa: W l'epidurale!
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