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martedì 24 novembre 2009

Centro estetico per bambini a Milano

La iMamma mi è testimone: sono convitno del fatto che non possiamo educare e crescere i nostri figli sulla base dei ricordi di quando eravamo piccoli noi. Quello che facevamo o non facevamo noi da bambini e da ragazzini non è detto vada o non vada bene per questa generazione.
Mi sofrzerò di cercare di capire cosa succede oggi, più che di ispirarmi a quanto si faceva ieri. Anche se questo mi costerà fatica e tribolazione interiore.
Insomma, farà ridere, ma vorrei essere un babbo moderno e progressista, non un padre conservatore.

Detto questo, alle volte l'attualità è così misera e becera che mi domando fin dove sia opportuno essere aperti alle novità.

Un esempio recente: a Milano hanno pensato bene di aprire un centro estetico per bambini rigorosamente under 14.
Questo tempio del benessere infantile è in grado di fornere ai piccoli clienti massaggi, trucco, manicure e pedicure, tatuaggi e poi tutto per i capelli dall'extension alle ciocche brillanti.

Faccio fatica a crederci, non riesco a pensare che una madre o un padre pensino di portare i loro figli a farsi fare un massaggio al cioccolato o un pediluvio ai petali di rosa.
Che modo di passare il tempo è?
Cosa stanno imparando quei bambini?
Si staranno divertendo?

Invece è tutto vero. E i genitori, stando alle dichiarazioni, ne sono entusiasti. Sentite cosa dice la mamma di Elisa (6 anni): "Io e le bambine abbiamo fatto un patto. Quando c’è scuola non bisogna esagerare. D’estate sono permesse anche le extension colorate"
Certo perchè lo smalto alle dita di piedi e mani invece è una cosa proprio discreta.

Ma mi facciano il piacere...

martedì 25 agosto 2009

Ancora sulla scelta del nome: NameVoyager

I dati, ci vogliono i dati!

Voi credevate che la scelta del nome per un figlio fosse un mix di irrazionalità (gusti, ricordi di persone che ci piacciono, che abbiamo amato o che al contrario non possiamo sopportare), e di forma (nomi che si possono o non si possono usare per questioni familiari o di etichetta).

E invece no, anche per dare il nome al baby esistono dei sistemi analitici, quantitativi e scientifici che, naturalmente, arrivano dagli Stati Uniti. Mi riferisco, innanzitutto, al sito babynamewizard che mette a disposizione alcuni fantastici tools.

Il primo e più banale tool è la top ten dei nomi più scelti nel mese ( a luglio negli USA i numeri uno erano Jacob per i maschietti e Emma per le femminucce).

Questo sito, però, ci regala molto di più. Per esempio il NameMapper che, grazie a una chiara infografica, dice quali nomi scelti stato per stato e anno per anno. Per esempio, impariamo che il nome Carlos nel 2007 è stato gettonatissimo - ovviamente - negli stati con forte presenza ispanica come il New Mexico, la California, l'Arizona e la Florida.

E poi c'è il mio preferito, il NameVoyager grazie al quale possiamo vedere l'evoluzione del gradimento di un qualsiasi nome dal 1880 al 2008. Navigando un po' scopriamo che il nome William è in crollo e che invece il nome Brittney ha seguito la parabola della Spears... gettonatissimo a fine anni '90, ma oggi ormai in disuso.


Non può mancare una bella sezione wiki in cui gli utenti inviano informazioni sui singoli nomi. Rimanendo sull'esempio William possiamo sapere quali siano le persone importanti con questo nome, titoli di canzoni, libri e film che contengano William ecc ecc.

Ogni nome poi è ovviamente votabile e commentabile dalla community.

Ci vorrebbe anche in Italia un sito del genere, no?

PS: se in futuro dovessi avere un figlio maschio vorrei chiamarlo Rocco, ma nessuno è d'accordo (soprattutto la iMamma). Rispondo agli scettici con questo bel grafichetto che dimostra come negli USA il nome Rocco sia molto chic!

lunedì 2 febbraio 2009

Ciuccio: si o no?

Il dibattito sul ciuccio è diventato uno dei capitoli quotidiani della dialettica fra la iMamma e me.

Le posizioni sono chiare: la iMamma è contro il ciuccio, io sono a favore.

Gli argomenti della iMamma sono effettivamente solidi, razionali e difficilmente ribaltabili.
Alcuni esempi:
- inutile creare un bisogno in modo artificioso
- la Baby piange poco e si addormenta da sola, non c'è dunque bisogno di darle il ciuccio
- se la abituiamo al ciuccio vorrà dire che un giorno la dovremo disabituare e saranno dolori per noi e per lei
Alla razionalità aggiungerei l'istinto materno che mi sto rendendo conto essere vicino alla infallibilità.

Questa filosofia anticiuccio direi che si potrebbe sintetizzzare con una citazione letteraria che dice:
Don't handicap your children by making their lives easy
(Robert A. Heinlein)

Tutto sembrerebbe filare, ma io continuo ad avere dei dubbi.

Innanzitutto perchè ho letto che il ciuccio ha una funzione consolatoria.
"Consolatoria": questa parola mi ha dato una bruttissima sensazione. Se c'è da consolare vuol dire che qualcosa non va, che non sappiamo cosa sia e che evidentemente non possiamo prevenire. E allora mi chiedo proprio perchè dobbiamo astenerci almeno dal dare consolazione!

Poi, siccome credo nella saggezza delle masse, non posso fare a meno di constatare che praticamente tutti i bambini usano il ciuccio... e allora mi chiedo: perchè noi dobbiamo essere genitori diversi? Chi ci dà il diritto di saperla più lunga degli altri?

Infine, per dare forza a questi miei sgangherati argomenti pro-ciuccio, userò anche io una illustre citazione:
The best way to make children good is to make them happy
(Oscar Wilde)

Qualcuno mi aiuta a venirne a capo?

sabato 24 gennaio 2009

Il riflesso di Moro

So già che quando la Baby smetterà il suo stato di Bebè sentirò la mancanza di alcune sue espressioni che trovo di una magnifica e commovente comicità.

Per esempio tutte le volte che la nanetta sente un rumore sconosciuto o più forte del solito spalanca le braccia più che può e con esse divarica le ditine.

Raccontando alla iMamma il mio stupore nel vedere questa reazione ho subito ottenuto una rassicurante spiegazione sul fenomeno.

Si tratta di uno dei riflessi neonatali chamato riflesso di Moro (dal nome del pediatra austriaco Ernst Moro che già negli anni Venti studiò questo comportamento). Alla nascita è uno degli indicatori di buona salute neurologica. Generalmente, dopo la sesta settimana, con l'avanzare della crescita del neonato, questo riflesso perde gradualmente di intensità per scomparire entro il sesto mese di vita.

Tale riflesso è causato da un rumore forte o dalla sensazione di cadere. Si pensa che il riflesso di Moro sia l'unica espressione innata di paura dei neonati.

lunedì 12 gennaio 2009

Anestesia epidurale

Mi ha fatto molto piacere imbattermi in questo articolo che cita uno studio inglese il quale dimostra la sicurezza dell'anestesia epidurale.

Dopo aver assistito al parto e al travaglio della iMamma ho rafforzato la convinzione che voler partorire nel dolore sia una forzatura anacronistica.

Fra l'altro la nostra ostetrica ci spiegò che l'epidurale non solo riduce il dolore ma crea anche le condizioni per facilitare la dilatazione e quindi accorciare sensibilmente i tempi del travaglio.

Come ho scritto qualche post fa: W l'epidurale!

giovedì 11 dicembre 2008

Evviva i papà, ma il futuro è femmina

Il futuro è femmina.

Sarà che ho avuto una figlia, sarà che nella iMamma ho un esempio straordinario, ma ormai sono convinto che l'elemento femminile sia quanto di più necessario e benefico possa esserci per questo mondo.

Ecco perchè ci tengo a diffondere il video di questa nobile iniziativa: The Girl Effect


PS: Le mamme sono le benvenute: sono certo che sapranno essere discrete, equilibrate e al contempo decisive come lo sono tutti i giorni nella vita reale e che capiranno che i ragazzi hanno bisogno di stare un po' fra di loro ogni tanto.