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venerdì 11 ottobre 2013

Un esempio di padre: BatDad

Da oggi ho un nuovo modello riferimento in fatto di paternità.

Si tratta di BatDad, un geniale babbo americano, che ho prontamente inserito, con menzione d'onore, nella mia personale lista di  padri-mentori. Guardate un po'...



PS:
il video è un montaggio di varie clip di Vine. In meno di mese ha fatto oltre 7 milioni di views su YouTube.

lunedì 11 marzo 2013

I Bambini e l'Harlem Shake

Vi sarà certamente capitato di imbattervi nell'Harlem Shake, il meme del momento.

Non mi dilungherò sul fenomeno, tutti ne stanno parlando.

Ma cosa ne pensano i bambini? Quali reazioni hanno mentre guardano una clip dell'Harlem Shake? Date un'occhiata a questo video per farvene un'idea

 PS: se non sapete di cosa si tratti vi consiglio di informarvi rapidamente... non vorrete fare brutta figura quando vostro figlio vi chiederà: "Papà, cos'è l'Harlem Shake?"

martedì 5 febbraio 2013

Cosa non si fa per le figlie...

Mi ha fatto sorridere questo spot apparso durante l'ultimo Super Bowl e merita di essere visto.

martedì 6 novembre 2012

Un babbo stratosferico!

Menzione d'onore a questo babbo americano che ha fatto andare nello spazio (!) il giocattolo preferito di suo figlio.

Dopop aver visto il video prima ho pensato "Che ficata!". Poi ho fatto ho pensato a come faccio giocare le mie babies e mi sono sentito un po' in difetto...

Buona visione, merita.

lunedì 29 ottobre 2012

Halloween e padri mostruosi

Questa è una bellissima foto per Halloween.


Lo stesso brillante babbo-fotografo ne ha scattate una serie che descrive con lucida ironia l'essenza mostruosa di noi padri.

Le immagini che seguono parlano da sole, alzi la mano chi non è d'accordo...





sabato 15 settembre 2012

martedì 6 dicembre 2011

Papà Blogger (e babbi digitali) su Repubblica.it

Da qualche giorno Repubblica.it ha pubblicato un bel pezzo sui papaà blogger, citando anche Babbi Digitali.

La stessa attenzione al fenomeno l'ha data recentemente anche l'Huffington Post in questo articolo che merita di essere letto e meditato.

Che dire: complimenti a tutti i papà in rete!

giovedì 6 ottobre 2011

mercoledì 20 ottobre 2010

Maestra troppo sexy o madre troppo bacchettona?

Una mamma ha ritirato la figlia dal Collegio San Carlo, prestigiosa scuola della Milano bene, per "colpa" della maestra con un passato da modella e pseudo velina.

...Un babbo non lo avrebbe mai fatto!

venerdì 8 ottobre 2010

Il rap del perfetto padre

Abbiamo già parlato di Snoop Dogg e la sua visione della paternità, ma il mondo del rap questa volta ci regala una chicca assoluta.



Ci sono "almeno" un paio di passaggi in cui mi ritrovo alla perfezione...

Ecco il testo (in grassetto le parti che trovo così... familiari!):

Ha ha
This is dad life
It's how we live
24/7, 365

Check me

Gas station glasses
Don't care what the masses
Think about me wit my sweet goatee
I'm rockin' my Dockers
With a cuff and a crease
I got that St. John's Bay
And a clip for my piece

I look nice
I got dozens of dollars
And that's right
It goes straight to my daughters and my wife

I'm a miracle dad
Makin' magic with the checkbook is a talent I have

I roll hard in the yard
With a 60-inch cut
Zero turn radius
My neighbors say what?
They be drivin' by
Peepin' my landscape
Yo, these greens got nothin' on my manscape

Hydrangeas (what), Begonias (naw)
Crape Myrtle (tight), ornamental turtle!
Hold up
Is that a weed in my fescue?
Aw naw, Round Up to the rescue

It's the dad life, it's the dad life
Take my daughty to the party, it's the dad life

(bringin' home the bacon)
It's the dad life, it's the dad life
Shootin' vids of the kids, it's the dad life


Roll up to the splash pad, 10 AM
My whole entourage
Hops out the minivan

We splishy splashy for an hour or two
Then it's back to the house
Preppin' for the barbeque

Brats, dogs, rack of ribs, whateva (tight)
Get me on the Weber
Man, nobody does it betta
Call me lord of the grill
I'm king of the coals
Nana's secret recipe, you know how I roll


1080p, 16x9
I'm rockin' man cave status
With a screen like mine
Keep your peanut butter hands
Off my 50-inch Vizio
Pop up the corn, roll the Disney video

{ "A whole new world..." }

We got Aladdin, Jasmine
Abu, the genie (hey)
With kids like mine, everybody wants to be me
Sing a nigh-night song and then it's off to bed
This is the dad life, no more to be said

It's the dad life, it's the dad life
Hit the mall, coaching ball, it's the dad life
(bringin' home the bacon)
It's the dad life, it's the dad life
Playing rough, fixing stuff, it's the dad life

(bringin' home the bacon)
It's the dad life, it's the dad life
Yeah, you know how we do it
It's the dad life

venerdì 17 settembre 2010

Come i vostri padri

Avete delle foto che vi ritraggono bambini insieme ai vostri genitori?

Allora perchè non prenderle come esempio e cercare di replicare le stesse foto, le stesse pose e le stesse ambientazioni con i vostri figli?


C'è qualcuno che di questa idea ha fatto un sito e invita gli utenti a inviare foto di quando erano figli e la foto gemella di loro genitori.


Il sito si chiama "Like your mom, like your dad" e mi sembra proprio un progetto carino.

martedì 4 maggio 2010

Figli e Facebook

Una volta i genitori per manifestare il loro buon senso, e forse per farsi coraggio, pronunciavano frasi tipo: "mio figlio può invitare a casa tutti gli amici che vuole così lui sta a casa al sicuro e intanto noi vediamo chi frequenta e come passa il tempo".

Nel terzo millenio una parte importante della vita di relazione dei più giovani è divenuta digitale. I ragazzi non hanno più bisogno di ammassarsi in una cameretta per parlare, scambiare opinioni, dirsi segreti e flirtare. Oggi hanno a disposizione molteplici ambienti tecnologici per frequentarsi spesso all'oscuro dei genitori che non hanno idea di cosa (nel bene e nel male) possa fare un adolescente con un computer o un telefonino.

Esistono, però, mamme e babbi digitali che con umiltà e spirito pionieristico non si nascondono dietro al solito "ai nostri tempi i giovani avevano vite più sane", ma si sforzano di conoscere e capire il mondo fatto di bit abitato dai loro figli.
Per esempio, sono sempre più i genitori che si aprono un account su Facebook e si connettono ai loro figli. L'obiettivo è chiaro: cercano di sapere chi sono gli amici dei loro ragazzi, cosa si dicono fra loro, quali sono i luoghi che dicono di frequentare, come sono le foto scattate durante le loro feste e i video delle gite scolastiche.

Una recente ricerca condotta negli USA afferma che il 48% dei genitori è amico dei suoi figli su Facebook.

Attenzione però, non fatevi l'illusione di sapere tutto sulle vite dei vostri figli attraverso Facebook, infatti grazie ai raffinatissimi settaggi per la privacy offerti sarà molto semplice per i vostri piccoli fare in modo che voi vediate solo quello che loro desiderano...

Fra le mamme e i babbi americani sembrerebbe esserci anche incertezza su quale sia l'età giusta per registrarsi a un social network: la maggioranza dice intorno ai 16 anni, ma c'è un 8% di genitori che dice che anche 8 anni vanno bene.


Chiudo con un po' di domande:
E' giusto spiare i nostri figli mentre si relazionano ad altri (poco importa se on o off line)?
Qual'è il limite fra giusto controllo e intrusione nelle loro vite?
Frugare nei loro spazi digitali non è come spiare il loro diario?
Se voglio dei figli autonomi e indipendenti nella vita "reale" perchè non li devo volere tali anche sulla Rete?

martedì 20 aprile 2010

Vendere pannolini online

Diapers.com è un sito di e-commerce nato nel 2005 specializzato nella vendita di pannolini. Il CEO di questa azienda americana prevede di vendere quest'anno ben mezzo miliardo di pannolini.

Avete letto bene: MEZZO MILIARDO.


Oltre ai pannolini, il sito tratta anche una larga gamma (oltre 12.000 articoli) di prodotti per la prima infanzia. Tanto per darvi l'idea Diapers.com vende oltre 10.000 seggiolini per auto al mese.

Vi lascio con un indovinello:
sapete chi è il secondo più grande negozio online di pannolini dopo diapers.com?
Amazon, proprio quello dei libri che ormai vende di tutto.

Se proprio volete occuparvi di ecommerce... partite dai pannolini.



sabato 19 dicembre 2009

ABC per piccoli geek

Cari Babbi Geek,

per Natale vi regalo questa piccola chicca grazie alla quale potrete insegnare l'alfabeto ai vostri figli partendo dalle parole più significative della Rete.

Buona visione a grandi e piccini!


lunedì 14 dicembre 2009

Basta con la sculacciata

Più le cose sono semplici, evidenti, chiare e giuste e più sembra difficile farle comprendere e condividere.

Un esempio su tutti: il non utilizzo della violenza sta alla base della convivenza civile. Tutti lo sappiamo e quasi tutti ci atteniamo a questa sacrosanta norma.
Sappiamo bene che anche se qualcuno provoca la nostra collera non possiamo dargli un ceffone nè possiamo dare una pedata nel sedere a chi esibisce una straordinaria maleducazione.

Ma, c'è una eccezione: quando si parla di bambini è evidente come esista ancora il precocetto secondo il quale una sculacciata, una scapellotto o una sberla siano uno dei tanti metodi educativi praticabili. L'indecenza di picchiare, anche in modo leggero, i bambini è ad oggi tollerata sia culturalmente sia dalle leggi.
Secondo alcune ricerche, un bambino su tre avrebbe avuto almeno una sculacciata e 87% dei genitori sarebbe favorevole perché "ogni tanto ci vuole".

Io credo si tratti di una bestialità e di un non-senso.

In Italia ci si riempie la bocca con il concetto di Famiglia, ma in concreto non ho mai sentito parlare di proposte di legge per vietare qualsiasi atto violento contro i bambini. E per atto violento intendo anche la sculacciata.

Tenete presente che, per esempio, in Svezia e in Germania le pene corporali sui bambini sono vietate della legge fin dagli anni Ottanta.

Edwige Antier è una parlamentare francese (anche pediatra e autrice di libri sui bambini) che si sta battendo per far passare una legge anti-sculacciatadi proponendo di creare un nuovo reato nel codice civile.

Anche in sede europea si stanno muovendo in questo senso infatti il Consiglio d'Europa aveva invitato tutti gli stati membri ad adottare leggi simili per proibire "schiaffi, sculacciate, pizzichi e altre punizioni corporali sui bambini".
"I bambini vanno rispettati come tutti gli individui: non sono delle mini-persone, con dei mini-diritti" aveva allora detto Maud de Boer-Buquicchio, vice-segretario dell'organismo europeo, che aveva finanziato una campagna di sensibilizzazione dal titolo "Alza le mani contro la sculacciata!".

martedì 1 dicembre 2009

Figli di coppie gay

Il modello familiare contemporaneo è sempre più bambino-centrico. Cerchiamo di modellare le nostre vite sulla base delle esigenze dei nostri figli, esigenze che vengono spiegate e documentate da sempre più numerose ricerche scientifiche che riescono ad esplorare ogni dettaglio della psicolgia dei bimbi. Ogni decisione viene presa partendo dalle necessità (reali o presunte) dei figli.

Quando però si parla di coppie gay, non si fa mai lo sforzo di analizzare l'argomento partendo dalla prospettiva dei bambini, ma lo si fa sempre valutando aspetti che hanno a che fare con la morale, la religione, la libertà individuale, le tradizioni.

Il fatto che non si facessero analisi scientifiche e statische su figli di coppie dello stesso sesso e su queste si cercasse di prendere una poszione poteva valere in passato quando i dati a disposizione erano scarsissimi.
In primi studi sono iniziati negli USA negli anni '70 e si basavano su piccoli campioni. Già a fine Novanta i dati a disposizione del Census Bureau americano dicevano che 1 coppia di uomini omosessuali su 20 e 1 coppia di donne omossesuali su 5 stava allevando figli. In questi anni i numeri sono cambiati portando il rapporto a 1 su 5 per gli uomini e 1 su 3 per le donne. Oggi le coppie gay con figli negli Stati Uniti sono oltre 115.000 (Fonte U.C.L.A.).

L'ampiezza di questi numeri e il passare del tempo hanno permesso di condurre degli studi che analizzano come sono cresciuti i bambini e i ragazzi allevati in queste famiglie "non tradizionali". Di seguito alcune delle evidenze emerse.
"Questi bambini stanno bene", così afferma Abbie Golderberg professoressa di filosofia della Clark University che ha scritto un libro "Lesbian and Gay Parents and their Children" dove racconta centinaia di casi di bambini di mamme lesbiche e papà gay.
Gli studi non evidenziano differenze fra questi bambini e quelli cresciuti in famiglie tradizionali. Non c'è alcuna propensione a disordini psicologici, non hanno probelmi di inserimento e socializzazione a scuola e hanno amici come tutti gli altri.

Ci sono anche delle differenze: questi bambini sembrano essere più flessibili circa l'assegnazione dei ruoli secondo i generi. Le figlie di mamme lesbische dichiarano in una percentuale maggiore di preferire a lavori percepiti tipicamente come femminili (l'infermiera o la maestra) delle professioni che sembrano essere appannaggio degli uomini (per esempio l'avvocato).
Anche la scelta dei giochi sembra essere più ampia e meno influenzata dal genere.

Una volta adulti i figli di coppie dello stesso sesso hanno una maggiore inclinazione a lavorare nel sociale, ad essere aperti alle minoranze.

Dai dati sembra emergere il fattoche le coppie dello stesso sesso creino delle famiglie dove i ruoli non vengono imposti sulla base del sesso, ma sulle attitudini del singolo individuo.

Vorrei prendere spunto da queste considerazioni perchè non sarebbe male crescere dei bambini meno ossessionati dal ruolo, più aperti verso le differenze e forse più intellettualmente liberi.

Mi permetto, infine, di segnalrvi un bellissimo blog di una coppia di babbi gay: Meet the Fosters. Il blog, putroppo, non è più attivo ma vale davvero la pena leggerne qualche post.

giovedì 5 novembre 2009

Applicazione iPhone per bambini (2)

Oggi è la giornata dell'iPhone, poi la smetto giuro...

C'è una applicazione che afferma di essere in grado di tradurre il pianto dei neonati. Si chiama, appunto, Cry Translator.

Se il vostro bimbo inizia a piangere il melafonino il perchè, scegliendo fra queste possibilità:
fame
sonno
noia
fastidio
agitazione

L'applicazione che vi cambierà la vita e restituirà il sonno costa 9,99$.


Questa cosa mi ridere parecchio, mi sembra come gli oggetti miracolosi che vendevano nei giornali di tanti anni fa, tipo gli occhiali per vedere sotto i vestiti delle donne.

Ad ogni modo, su questo sito vengono pubblicati gli studi scientifici a sostegno della bontà di questa applicazione... mah...

Se qualcuno di voi babbi digitali volesse testare la cosa sappia che i feedback sono benevenuti!


Altre applicazioni iPhone per neonati e per mamme.

iPhone e bambini

Ho letto un interessante articolo su Wired dove si sostiene la tesi che l'iPhone faccia bene ai bambini.

Francamente non ho una opinione in merito, innanzitutto perchè non posseggo un melafonino, e quindi ho voluto approfondire il discorso.

Normalmente i bambini (parliamo di bambini in età prescolare) scoprono uno smart phone perchè i genitori li usano come giochi per distrarli: in situazioni difficili, quando i bimbi si annoiano e diventano nervosi si ricorre a qualsiasi trucco per farli stare bravi e uno dei più afficaci è proprio l'iPhone.

Tutti parlano di come i bambini imparino immediatamente, e con più rapidità degli adulti, ad usare questi telefoni e inizialmente questo fenomeno incanta e diverte i genitori. I quali, però, tendono a preoccuparsi e a sentirsi in colpa perchè sanno che lasciare i propri figli appicicati ad uno schermo non sia una bella cosa. A lungo andare può anche diventare un complicazione, perchè entra in gioco un nuovo pezzo di tecnologia (dopo la tv, i dvd, i giochi elettronici...) che diventerà oggetto di continue richieste e continue negoziazioni.

Ma allora che fare?

L'autore dell'articolo sostiente che per i bambini oltre i 2 anni (prima di questa età i neonati devono assolutamente interagire con umani per poter sviluppare la capacità di relazione e metabolizzare gli stimoli proveniente da una interzione) l'uso di un iPhone sia positivo se utilizzato in modo limitato e corretto.

Vediamo perchè:
  • l'impostazione dell'iPhone basata su icone e simboli colorati che, se toccati, permettono di far succedere qualcosa aiuta il bambino a prendere dimestichezza col passaggio dal concreto all'astratto. La capacità di associare un simbolo a un concetto è tipica della fase dello sviluppo dei bambini detta pre-operazionale e che va dal terzo al settimo anno di età. Per esempio, un bimbo può vedere sullo schermo dell'iPhone un simbolo con disegnato Babbo Natale, se schiaccia quel simbolo si aprirà un cartone animato con Babbo Natale. in questo modo il piccolo assocerà all'icona (concreto) l'idea di Babbo Natale (astratto). Il bambino sarà anche più stimolato perchè è lui ad avere il pino controllo di ciò che accade.
  • il concetto di "dovunque, in qualsiasi momento" tipico del mobile viene in aiuto ai bambini, perchè potranno fruire dei loro contenuti o giochi preferiti in qualsiasi luogo, per esempio all'aria aperta, e non per forza seduti a una scrivania o su un divano. Inoltre, i genitori potranno avere sempre a portata di mano risorse infinite per intrattenere, anche in modo intelligente, i loro figli, per esempio cercando online fra migliaia di favole da leggere.
La morale sembra ricondurre sempre al solito, banalissimo buon senso che ci dovrebbe (ma purtroppo l'uso del condizionale è d'obbligo) permettere di prendere solo io meglio da quello che la tecnologia ci offre.



Altri post su Iphone

mercoledì 21 ottobre 2009

Siti per bambini: Poisson Rouge

Doverosa premessa: i bambini devono giocare, toccare, correre, cadere, saltare, prendere le cose, spostarle, romperle. Non dovrebbero stare stare davanti a uno schermo, di qualsiasi tipo sia esso TV o computer.

Detto questo, può capitare che eccezionalmente e per valide ragioni succeda che i nani vadano distratti e, perchè no, interessati con qualcosa di non ordinario come per esempio un sito internet pensato e disegnato per i bambini piccoli.

Un ottimo esempio è Poisson Rouge un sito che replica in digitale i classici giochi per i bimbi in età prescolare.



C'è propio tutto: lo xilofono, gli animali, i colori, le lettere, i numeri, il caleidoscopio, le scatole con i pagliacci che saltano fuori, i puzzle, le forme, il teatrino... insomma un concentrato di tutto quello che sicuramente trovate nelle camerette dei vostri figli.

I giochini presentati francamente mi sembrano stimolanti e adatti a bambini di età diverse, direi dall'anno ai 5 anni.
Per capire lo spirito con cui è stato creato il sito, che esiste da circa 10 anni, provate a leggere la user guide per gli adulti: è divertente perchè gli autori spiegano che i bambini non ne hanno alcun bisogno perchè ognuno di loro si inventa come utilizzare gli oggetti che compongono Poisson Rouge, invece genitori ed educatori chiedono aiuto per capire com usare il sito...

Devo dire che la Baby ne va matta, è l'unica cosa che la fa stare seduta, tranquilla e attenta per un paio di minuti. E dai versi che fa direi che il livello di interesse è elevatissimo.
Non preoccupatevi: ci può giocare per brevissimo tempo solo durante il week end, quando mi vede che lavoro con il computer e mi manifesta la sua voglia di partecipare. Allora mi collego a Poisson Rouge e lascio che inizi a prendere confidenza con la Rete.

PS: thanks to Fabio P.

martedì 22 settembre 2009

Acquisti impossibili: tutine con eroi dei videogames

Questo post è dedicato ai papà geek.

Negli USA sono da poco in commercio tutine e body con raffigurati più famosi personaggi dei video games, da Mega-man ai personaggi di Street Fighter (questi ultimi sono stati stilizzati e resi più teneri per non spaventare i bebè).





PS: tranquillizzo subito parenti e amici, la Baby non indosserà mai nulla del genere...